Steatosi epatica: cos’è, come si manifesta e che tipo di alimentazione si consiglia

Steatosi epatica: cos’è, come si manifesta e che tipo di alimentazione si consiglia.


La steatosi epatica è una condizione comunemente definita “fegato grasso”. È una condizione legata all’accumulo di trigliceridi nel tessuto epatico, in una percentuale superiore al 5% del peso complessivo dell’organo. Nella maggior parte dei casi si manifesta uno stato di ipofunzione epatobiliare e, di conseguenza, gonfiore, pesantezza, reflusso gastrico, digestione lenta, disturbi intestinali, cefalea di origine epato-digestiva.

La soluzione non è una dieta priva di grassi, perché il fegato è un organo di riserva e ad una carenza di lipidi si tradurrà in una necessità dell’organo di conservarli al suo interno.

Un eccesso di zuccheri, inoltre, sarà trasformato in trigliceridi, che saranno accumulati anche a livello epatico.

Che tipo di dieta è indicata?

Con un occhio attento alla glicemia, è importante limitare l’assunzione di carboidrati, zuccheri semplici e vino, bilanciando questi alimenti con le proteine della carne, delle uova e del pesce. È meglio escludere dalla dieta latte e derivati, in particolare, i formaggi.

Le modalità di cottura più adatte sono quelle che stimolano il lavoro del fegato: fritto, trifolato, ripassato.

Un buon aiuto viene dall’impiego frequente del peperoncino, del succo di limone e delle spezie.


Quindi cosa si può mangiare? Vediamo insieme alcune preparazioni indicate nella steatosi epatica

- Crostini fritti dorati; bruschetta;

- Pasta o riso con aglio, olio e peperoncino; pasta o riso all’arrabbiata; pasta con broccoli ripassati; pasta o riso con carciofi trifolati; pasta con melanzana trifolata; pasta pomodoro e basilico; pasta con vongole; pasta con zucchina trifolata; riso con funghi trifolati;

- Frittata con carciofi o zucchine o cipolle;

- Bresaola; coniglio alla cacciatora; fettina di vitello panata; filetto ai ferri; hamburger; petto di pollo o tacchino ai ferri o al limone o con prezzemolo aglio e olio; polpette fritte; prosciutto crudo; scaloppina di pollo o vitello o tacchino;

- Alici fritte; filetto di pesce al pomodoro; pesce al cartoccio o al sale; salmone in padella; tonno al pomodoro;

- Le verdure si possono consumare crude o ripassate, fritte o trifolate: bietola; borragine; broccoli; carciofo; cavolfiore; cime di rapa; cipolla; fagiolini; finocchio; fiori di zucca; indivia belga; melanzana; misticanza; scarola; verza; zucchina.



Lo schema alimentare sopra indicato è fornito a titolo di esempio, ma si ricorda che una soluzione nutrizionale è efficace se personalizzata, quindi formulata sul singolo individuo e sulla sua condizione metabolica, stato di salute ed esigenza nutrizionale. Inoltre, ogni alimento sopraindicato è sconsigliato in caso di allergia o intolleranza specifica e patologie che ne vietino l’assunzione. È importante tenere a mente che nessuna informazione, per quanto accurata, può sostituire il rapporto medico–paziente.

Paola Buoninfante | Biologa Nutrizionista 
via Kennedy, 66
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